Gli smartphone moderni cominciano davvero ad avvicinarsi al classico stereotipo del PDA (Personal Digital Assistant) tanto caro all'immaginario fantascientifico.Al giorno d'oggi con il nuovo trend dei wearables e delle loro varianti "medical oriented", a maggior ragione il passo dai classici tricorder di strartrekkiana memoria, sembra davvero affievolirsi sempre più:
Tricorder
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il tricorder è un oggetto di fantasia utilizzato nella nota serie di telefilm di fantascienza Star Trek. È sostanzialmente un computer multifunzione dotato di avanzati sensori.Apparso per la prima volta nella serie classica di Star Trek, è andato evolvendosi nel corso delle varie serie, arricchendosi di nuove funzioni e diminuendo visibilmente di dimensioni. Dalla serie classica di Star Trek, nella quale aveva le dimensioni di un registratore da portare con una tracolla, ai nuovi modelli di Star Trek: The Next Generation, comodamente trasportabili con una mano.Ne esistono alcune varianti, specializzate in ambiti diversi: solitamente le sue funzioni sono di rilevamento e registrazione di fonti energetiche, radiazioni di vari tipi e basilari funzioni di hacking e programmazione, mentre in infermeria vengono utilizzati appositi tricorder medici che misurano i parametri vitali dei pazienti, e ne esistono di appositi per le sezioni di ingegneria, che permettono di analizzare i motori delle navi stellari.
Come si può vedere le similitudini con gli smartphone odierni, sopratutto considerando anchei vari sensori bluetooth (oltre a quelli interni ai terminali stessi), sono davvero copiose.
Per concludere la parte relativa a Stard Trek, ricordo che la serie classica (dove appunto appare per la prima volta il tricorder), risale al lontano 1966, quando ancora non esistevano neppure i primi prototipi telefoni cellulari, gli smartphone erano proprio fantascienza... interessante, no?
Un aspetto ancora più interessante, che apre scenari ancor più avveniristici è quello di project ARA di Google. Laddove infatti oggi ciascuno smartphone fa macchina a se, concepita dal suo vendor con una certa limitazione in termini di vita operativa media (i classici 2 anni di durata media dei contratti con gli operatori telefonici? Non proprio fortunatamente, ma non siamo neppure tanto distanti) e con numerose altre limitazioni in termini di customizzabilità (anche qui abbiamo tante declinazioni, dalla totale inamovibilità dell'ecosistema imposto da Apple, alla massiccia customizzabilità (limitata al sistema operativo) offerta dai vari progetti di ROM cucinate disponibili per Android), laddove come dicevo più in alto, oggi esistono numerose limitazioni, (del tutto non aggirabili a livello hardware), project ARA di Google promette la massima personalizzazione concepibile dall'ingegneria moderna. Un ulteriore passo avanti verso il concetto di PERSONAL, dove il significato di tale parola nell'acronimo PDA assume tutto un nuovo ed entusiasmante significato.
Project ARA, per chi non lo sapesse è, (ad oggi solo un prototipo) un nuovo progetto di Google che prevede un framework (fisico in questo caso) dove poter montare componenti prodotte da numerosi vendor in modalità OPEN, scenario questo che introduce un nuovo livello al concetto stesso di versatilità, esisteranno infatti smartphone specializzati per fare fotografie, per giocare, dotati della massima autonomia, piuttosto che del processore più veloce, il tutto in base ai gusti ed alle necessità del proprio acquirente. Versatilità i cui unici limiti saranno i gusti dell'owner, ciò che la fantasia dei developer sarà in grado di concepire, e naturalmente il budget a disposizione del fruitore del prodotto.
Mi piace immaginare una sezione dedicata del playstore, dove anziche acquistare app, si potranno acquistare componenti modulari dalle funzioni più disparate, una volta acquistati questi arriveranno a casa nel giro di un paio di giorni ed una volta nelle nostre mani tutto quello che dovremo fare per attivare le nuove componenti sarà spegnere il terminale, sostituire la parte obsoleta con quella nuova, accendere, installare il firmware necessario all'impiego del nuovo modulo ed iniziare subito a sfruttarlo.
E' così che sarà?
Chissà, in teoria già il prossimo anno saremo in grado di testare questa promettente "meraviglia".
A quel punto il passo verso componenti specializzate per la diagnosi dei motori delle navi stellari sarà imminente? Probabilmente no, ma sono pronto a scommettere che ci saranno delle sorprese davvero interessanti.
p.s. in un prossimo post mi piacerebbe approfondire il funzionamento presunto del sistema, in base alle informazioni che sono finora trapelare da big G. Ma per il momento è tutto.
a presto.
G.F.
Testo da revisionare e correggere.